sito n.2 “I basalti di Monte Penna”

(P. Vescovi)

 

 

Accessibilità

 

Al Monte Penna si arriva con la strada che dal Passo Tomarlo conduce a Casoni, Amborzasco e Allegrezze. Fino al Passo del Chiodo, questa strada si mantiene sullo spartiacque tra la Val Ceno e la Val d’Aveto, poi inizia a scendere di quota. Una volta oltrepassata la Casermetta forestale, al bivio per il Passo dell’Incisa conviene lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Al Passo dell’Incisa un sentiero risale la cresta occidentale e conduce agevolmente alla cima di M. Penna (FIGURA 1).  

 

 

Descrizione del sito

 

Le ofioliti della zona di Monte Penna appartengono al Complesso di Casanova, un’unità clastica grossolana che si è depositata nel bacino ligure esterno, nel Cretacico superiore, durante le fasi tettoniche compressive che hanno interessato questo dominio.

Dal punto di vista litostratigrafico, in questo Complesso Elter et alii (1991) distinguono una parte basale, potente 400-500 metri, costituita da arenarie e brecce in cui si interpongono masse ofiolitiche non dissociate (slide blocks) ad estensione anche chilometrica e spessori di 100-200 metri. Segue una parte superiore costituita da torbiditi arenacee ofiolitiche, potenti 300-400 metri, con intercalazioni di brecce ed olistoliti, riferibili come età al Campaniano inferiore (Villa e Zanzucchi, 1997). Dopo gli eventi compressivi che hanno controllato la deposizione di questo Complesso, segue stratigraficamente la sedimentazione torbiditica di un flysch ad elmintoidi di età campaniana. L’intera successione, viene poi coinvolta in un importante evento deformativo che nell’ Eocene medio, si realizza per collisione continentale, generando importanti strutture plicative, con fianchi rovesciati plurichilometrici.

Il substrato originario su cui si è depositato il Complesso di Casanova è sconosciuto, anche se tradizionalmete è stato considerato oceanico, non esistono evidenze dirette che comprovino questa ipotesi e le ofioliti, sono presenti solo come slide blocks. Sul contesto geodinamico in cui si sarebbe sviluppata la deposizione di questo Complesso vengono fatte diverse ipotesi. Una ricostruzione proposta da Treves (1984) lo colloca in un ambiente che si estende dalla base della scarpata alla fossa di subduzione, alimentato da un prisma di accrezione prodotto da subduzione ovest. Un’altra interpretazione proposta da Elter e Marroni (1991), lo colloca invece a tergo di un prisma di accrezione legato ad una subduzione a polarità alpina (est), attiva probabilmente in regime transpressivo.

Le principali masse ofiolitiche che si trovano interposte nella successione sedimentaria cretacica superiore del Complesso di Casanova sono i corpi tabulari basaltici che con estesione plurichilometrica e spessori di 100-200 metri, occupano la zona di M. Cantomoro, M. Penna e M. Trevine (FIGURE 2,3) e si estendono verso sud, alla zona di M. Quatese e M. Carignone (FIGURA 4). Lo slide block che costituisce il rilievo di Monte Penna (FIGURA 5) è geometricamente sovrapposto ad una successione clastica rovesciata che immerge a sud con debole inclinazione (FIGURA 6); la massa basaltica risulta interrotta a sud per erosione e nelle altre direzioni per faglia; una faglia, obliterata dalle coltri detritiche, ribassa il settore a nord ed altre importanti faglie, ad andamento meridiano, delimitano il rilievo di M. Penna (FIGURA 7). Lungo la faglia che si trova immediatamente a NE, si sono impostati fenomeni di collasso gravitativo che hanno creato una forma depressa chiusa (FIGURE 8,9).

In tutto il settore, la successione in cui si sono interposti questi enormi slide blocks tabulari risulta rovesciata ed immerge verso sud, con valori di inclinazione che aumentano verso i quadranti meridionali, fino al contatto tettonico verticalizzato con le ultramafiti della Rocchetta e di M. Castello (Casnedi et alii, 1983). Localmente questi grandi corpi basaltici conservano, in contatto stratigrafico, modesti spessori di Diaspri: i primi depositi sedimentari che all’inizio del Giurassico superiore avevano ricoperto le effusioni basaltiche. L’unità sedimentaria giurassica più importante come dimensioni è quella dei Diaspri di Costa Scandella che si localizzano circa 2 km ad ovest di M. Quatese (FIGURA 7).

Dal punto di vista tettonico regionale il Complesso di Casanova costituisce la porzione inferiore dell’Unità Ottone (Elter et alii, 2005) che nella sua parte superiore, è caratterizzata dal passaggio stratigrafico per alternanze al Flysch di Ottone campaniano. Questo flysch ad elmintoidi calcareo e marnoso si distingue per la frequente intercalazione di strati medi e sottili, a geometria lenticolare, di brecce poligeniche, talora decisamente ofiolitiche, analoghe a quelle che caratterizzano il Complesso di Casanova.

 

 

Motivo della scelta

 

Il Monte Penna è un rilievo ofiolitico della dorsale ligure-emiliana dove l’erosione selettiva ha messo in completa evidenza le caratteristiche litologiche e strutturali di un importante corpo basaltico che costituiva in origine la crosta del bacino oceanico ligure esterno e nel Campaniano inferiore è stato incorporato nel Complesso di Casanova.  

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR Tavola 215 SO “Borzonasca”, scala 1:25.000

         Tavola 215 SE ”Tornolo”, scala 1:25.000