Corpi tabulari basaltici

 

Le rocce basaltiche della zona di Monte Penna vengono descritte con dovizia di particolari in Casnedi et alii (1993). Fra le rocce basaltiche appartenenti al Complesso di Casanova si riconoscono: basalti in pillows (FIGURA 10), basalti brecciati, basalti filoniani e basalti massicci. Queste rocce possono costituire masse olistolitiche isolate nella successione sedimentaria campaniana, oppure, come nel caso di Monte Penna, corpi di forma stratoide che presentano un’estensione di alcuni chilometri quadrati e uno spessore di oltre 150 metri (es. M. Penna e M. Cantomoro). Verso la parte periferica le masse basaltiche passano a brecce basaltiche con elementi di diaspri.

I basalti in cuscini (pillows) costituiscono la facies prevalente. I pillows hanno generalmente dimensioni decimetriche, forme sferoidali, con peduncolo o bolle gassose che permettono di riconoscerne la giacitura e orli di raffreddamento cloritizzati e ricchi di materiale vetroso. Sono piuttosto frequenti anche le facies filoniane, con i basalti filoniani incassati entro corpi basaltici in pillow (cima di Monte Penna, FIGURA 11), oppure entro corpi ultramafiti (M. Aiona, quota 1337). I filoni basaltici presentano uno spessore che varia da 0,5 a 4 metri, ed hanno tessiture piuttosto variabili. Ai filoni basaltici a grana fine si associano filoni zonati e filoni totalmente porfirici, con ben sviluppati fenocristalli di plagioclasio e clinopirosseno, spesso trasformato in anfibolo.

I basalti massicci sono nettamente subordinati alle facies a pillows, nelle quali talvolta sembrano interposti; rari affioramenti si possono osservare a SE del Passo dell’Incisa e a S di M. Quatese.

I rapporti tra le masse basaltiche ed i sedimenti campaniani del Complesso di Casanova sono molto variabili; localmente il passaggio risulta netto e tettonicamente indeformato; altre volte invece, al contatto con i sedimenti i basalti risultano brecciati dai processi meccanici connessi alla messa in posto di queste masse olistolitiche.