SITO n. 31  “I CALCARI METANO-DERIVATI DI CASE MEZZADRI”

(A. Artoni)

 

 

Accessibilità

 

Il sito è facilmente accessibile dalla strada provinciale delle Terme da Salsomaggiore Terme a S. Andrea Bagni e si suddivide in due stops (FIGURA 1). Il primo stop si raggiunge percorrendo per circa 100 m il sentiero che parte dalla curva a quota 345,5 m dopo l’abitato di Case Mezzadri (SA1 in FIGURA 1). Lo stop 2 è situato sulla strada provinciale delle Terme, da Salsomaggiore Terme a S. Andrea Bagni, al tornante di quota 319,2 m dopo Case Mezzadri, tra il km 13 ed il km 12 (SA2 in FIGURA 1).

 

 

Descrizione del sito

 

I calcari metano-derivati sono molto diffusi all’interno della successione sedimentaria miocenica dell’Appennino settentrionale (Conti e Fontana, 2005; Taviani, 2001). Nella zona di Case Mezzadri affiorano quelli di età Serravalliana (tra 13,65 M.a. e 11,61 M.a) deposti nella porzione alta della Formazione del Rio Gisolo e prevalentemente all’interno del membro conglomeratico di Monte Pradella (FIGURA 2) (Carta Geologica d’Italia, 2001; Conti et alii., 2007; Piola, 2003). La caratteristica peculiare di questo sito è che sono preservate sia le zone di deposizione dei carbonati sia le zone di trasferimento dei fluidi ricchi in metano.

 

Stop A1

Come accade attualmente negli oceani in prossimità della maggior parte dei margini continentali, esistono punti in cui fluidi ricchi di idrocarburi fuoriescono sul fondo oceanico liberando i gas che contengono, tra cui spesso metano, attraverso bolle e dando luogo a vulcani di fango e a crostoni carbonatici attorno ai quali vivono faune oligotipiche di batteri, vermi e bivalvi (Taviani, 2001). Un esempio fossile di queste zone di venuta di fluidi sul fondo marino è preservata nello stop 1 (SA1 in FIGURA 1), dove sono visibili strati biancastri decimetrici di calcari micritici e areniti calcaree molto fini (FIGURA 3). Questi strati rappresenterebbero i crostoni carbonatici deposti in prossimità delle zone di fuoriuscita dei fluidi (Conti et alii,  2007). Infatti, proseguendo per il sentiero alla destra dello stop 1 e osservando il tetto degli strati, si ritrovano strutture sedimentarie composte da un insieme di anelli concentrici che sono formate dalla sfuggita di bolle gassose, note anche come strutture a ciambella (dall’inglese doughnut structure) (FIGURA 4). Associati a questi crostoni è possibile osservare anche esempi di faune oligotipiche di bivalvi, quali i lucinidi (FIGURA 5) (Piola, 2003), oppure laminiti di probabile origine batterica (FIGURA 6) (Conti et alii, 2007). Queste ultime sono ben sviluppate all’inizio del sentiero che raggiunge lo stop 1 in prossimità della curva a quota 345,5 m.

 

Stop A2

Se le strutture sedimentarie dello stop A1 si formavano sul fondo marino, in prossimità dell’interfaccia acqua-sedimento, le strutture sedimentarie dello stop A2 si formavano all’interno del sedimento e più precisamente alla base dell’unità conglomeratica (Conglomerati di Monte Pradella, vedi FIGURA 2) che contiene i calcari metanogenici (FIGURA 7) (Conti et alii, 2007; Piola, 2003). In particolare, in questo stop, si osservano i condotti attraverso cui i fluidi ricchi in metano migravano prima di raggiungere il fondo del mare. Tali condotti sono a forma cilindrica con altezza visibile di pochi metri, ma potrebbero raggiungere parecchi metri poiché si osservano a diversi livelli stratigrafici all’interno delle Arenarie del Rio Gisolo, e con diametro variabile da pochi centimetri alla decina di centimetri (FIGURA 8). Sebbene i condotti siano sub-verticali, l’asse di un singolo cilindro non è rettilineo, ma è piegato in varie direzioni; inoltre, in prossimità della base dell’unità conglomeratica, gli assi dei condotti sono sub-paralleli alla superficie di stratificazione. I condotti sono formati da arenaria da medio a fine con matrice pelitica; la litologia è la medesima della roccia che contiene i condotti con la differenza che è più cementata. I cementi sono sempre carbonatici e i condotti mostrano un cilindro interno di diametro inferiore che può essere riempito o da calcare micritico oppure da arenarie che possono essere sia più fini che più grossolane delle arenarie presenti nel cilindro più esterno. Per la geometria, le dimensioni e le caratteristiche, i condotti sono localmente molto simili a bioturbazioni che, essendo zone a porosità variabile all’interno del sedimento, diventano le vie preferenziali per la migrazione dei fluidi.

 

 

Motivo della scelta

 

I calcari metano-derivati sono molto diffusi nell’Appennino settentrionale; quelli che affiorano in questo geosito hanno il pregio di aver preservato le zone di trasferimento dei fluidi e i depositi ad essi associati, oltre a faune fossili specifiche molto caratteristiche.

L’interesse del geosito è per ricostruzioni paleo-ambientali, sedimentologiche e paleontologiche; oltre alla ricostruzione della circolazione di paleo-fluidi nella catena appenninica.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR Sezione 199013 Varano dei Marchesi scala 1: 5.000;

CTR 1: 5.000 Sezione 199054 Pigazzano scala 1: 5.000;

Tavola 199 NO Medesano scala 1: 25.000.