sito n.5 “Il piegamento polifasico nel Flysch di M. Orocco”

(P. Vescovi)

 

 

Accessibilità

 

Si può arrivare alla zona descritta risalendo la Val Ceno con la Provinciale n° 81, oppure da Bedonia, in Val Taro, con la Provinciale n° 359 (FIGURA 1). Una volta raggiunto Ponteceno, si prosegue sulla destra per Illica e, poco oltre il bivio per Fontanachiosa, si arriva all’affioramento oggetto di questo sito.

 

 

Descrizione del sito

 

Il flysch ad elmintoidi di M. Orocco è un’unità torbiditica liguride esterna di età cretacica superiore che affiora estesamente nell’alto Appennino ligure-emiliano. La potente successione di strati marnoso-calcarei registra fedelmente le deformazioni tettoniche che hanno accompagnato la storia post-deposizionale di questa unità, fino alle ultime fasi orogenetiche appenniniche. In questa unità le deformazioni più antiche sono riferibili alla cosiddetta Fase Ligure che si è realizzata nell’Eocene medio, con la completa chiusura del bacino oceanico ligure esterno. Questa fase tettonica ha prodotto strutture plicative a fianchi molto estesi che, dopo aver subito rovesciamenti ed essere state coricate, vengono completamente smembrate da superfici di taglio impostate lungo i piani assiali (Elter e Marroni, 1991). I fianchi normali vengono così ad essere separati da quelli rovesci, conservando al loro interno i piegamenti di ordine inferiore. L’esame di questi piegamenti secondari, ora completamente alloctoni, consente di avere informazioni sull’originaria struttura che comunque rimane sempre molto difficile da ricostruire nella sua completezza.

A questa prima fase di piegamento si è sovraimposta una seconda fase a vergenza nord-est che ha prodotto piegamenti privi di foliazione, con piani assiali decisamente più inclinati. Per alcuni autori anche questa seconda fase dovrebbe essere imputata alla tettonica eocenica (Elter et alii, 2005), altri invece ritengono che questo piegamento di seconda fase potrebbe essere attribuito alla strutturazione neogenica del prisma tettonico appenninico (Bernini e Vescovi, 2002).

Le deformazioni plicative più recenti che si riconoscono nel Flysch di M. Orocco delle alte valli del Taro e del Ceno, sono dei blandi piegamenti a piano assiale verticale, riconoscibili solo con una ricostruzione cartografica. Queste strutture tardive ripiegano tutto l’impilamento delle unità tettoniche, con direzioni assiali meridiane e possono essere direttamente ricollegate al sollevamento delle Arenarie di M. Zuccone (eZu in FIGURA 2) che affiorano in finestra tettonica (Costa et alii, 1989; Bernini e Vescovi, 2002).    

La Carta strutturale di FIGURA 2 mostra nel Flysch di M. Orocco (eOr) dell’alta Val Ceno i piani assiali a basso angolo che separano i fianchi normali e rovesci dei piegamenti di prima fase (linee azzurre). A queste pieghe che possono essere considerate strutture secondarie di un esteso fianco normale, seguono piegamenti con piani assiali più inclinati, orientati circa nord-sud (linee nere).

La stazione strutturale n° 10, posizionata in sinistra Ceno, circa 4 km ad ovest di M. Pelpi (FIGURA 3), consente di verificare la diretta sovrapposizione delle prime due fasi di piegamento che qui possono essere agevolmente distinte, vista la chiara diversità nella direzione assiale.

L’assetto strutturale, che può essere ricostruito nella stazione 10, è riportato in FIGURA 4: ad una prima fase (a1) con direzione assiale circa est-ovest, associata ad un sovrascorrimento nord-vergente (FIGURA 5), si sovraimpone un piegamento (a2) ad asse NNO-SSE, associato ad un sistema di giunti coniugati (FIGURA 6). La direzione assiale di quest’ultima deformazione plicativa, ben esposta in affioramento lungo la strada Provinciale 81, poche centinaia di metri a monte di Ponteceno (FIGURA 7), può farla ritenere connessa alla strutturazione dell’anticlinale di M. Zuccone, affiorante in finestra tettonica pochi km più a sud.

Se si osserva il generale andamento della direzioni assiali dei piegamenti di Fase Ligure che coinvolgono le unità alloctone (FIGURA 8) si può constatare come queste si mantengano orientate su una direzione SO-NE in tutto il settore di affioramento compreso tra le medie valli del Ceno e del Taro, dove le Liguridi sono ricoperte in discordanza stratigrafica dalla Successione epiligure (Bernini e Vescovi, 2002); verso occidente invece (alte valli del Ceno e del Taro), queste direzioni assiali assumono un andamento circa est-ovest.

Si può ritenere che tale variazione sia imputabile ad una torsione oraria, indotta dalla strutturazione delle sottostanti unità dell’ossatura che in questo settore risultano coinvolte nella struttura anticlinalica di M. Zuccone il cui asse non presenta la normale direzione appenninica NO-SE, ma assume un andamento meridiano (FIGURA 8).

In una sintesi interpretativa dell’evoluzione tettonica generale della media Val Taro si ipotizza una strutturazione neogenica delle unità di avanfossa dell’ossatura, accompagnata dall’attività di un’importante discontinuità strutturale trasversale, posizionata tra la media Val Taro e l’alta Lunigiana (Bernini e Vescovi, 2002). La discontinuità trasversale avrebbe sviluppato due rampe laterali che realizzerebbero una torsione oraria dell’ossatura occidentale (M. Zuccone) ed una torsione antioraria della terminazione ovest del Macigno della dorsale tosco-emiliana. In conseguenza di questa evoluzione delle strutture profonde, i piegamenti di Fase Ligure delle sovrastanti unità alloctone sarebbero stati passivamente riorientati (FIGURA 9).

 

 

Motivo della scelta

 

In questo affioramento sono evidenti gli effetti di due fasi deformative che rimangono registrate nel Flysch di M. Orocco. Un primo piegamento, attribuibile alla Fase Ligure, risulta completamente indipendente rispetto alla strutturazione neogenica appenninica e quindi è da considerare completamente alloctono, mentre il piegamento di seconda fase appare congruente con le sottostanti strutture dell’ossatura oligocenica.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR Tavola 215 NE “Bedonia”, alla scala 1:25.000