sito n.20  “le arenarie di Ponte Bratica nella localita’ tipo”

(P.Vescovi)

 

 

Accessibilità

 

La località si trova sulla Strada provinciale 13 per Corniglio, circa un km prima del paese (FIGURA 1). Oltre all’affioramento principale di ponte Bratica vengono descritte altre esposizioni nell’alveo del T. Bratica che possono essere raggiunte risalendo il torrente (A e C in FIGURA 2), scendendo nell’alveo dal paese di Bellasola (D in FIGURA 2) e dopo aver raggiunto Vestana superiore, sul versante sinistro della Val Parma, percorrendo il sentiero che prosegue a NE, lungo l’isoipsa 875 m.

 

 

Descrizione del sito

 

Nella catena appenninica è da tempo riconosciuta la presenza di una falda tettonica alloctona che si estende sotto alle Liguridi, interponendosi tra queste e la Successione Tosco-Umbra (Zanzucchi, 1963; Barbieri e Zanzucchi, 1963; Elter et alii, 1964; Plesi, 1974; 1975; Montanari e Rossi,1982). Questa falda alloctona è costituita da una successione stratigrafica estesa dal Cretacico superiore all’Oligocene (Cerrina Feroni et alii, 1991); tale successione trova alcune similitudini con quelle sequenze Liguridi che risultano prive di elementi ofiolitici oceanici.

La caratteristica più importante che permette di distinguere le Subliguridi dalle Liguridi è la presenza di unità silicoclastiche di età oligocenica (Vescovi, 1998; Cerrina Feroni e Vescovi coord., 2002).

Le Arenarie di Ponte Bratica rappresentano una di queste formazioni silicoclastiche oligoceniche che viene riconosciuta in settori appenninici geograficamente molto estesi, dove ricopre sempre altre formazioni subliguri argilloso-calcaree.

Nella località tipo le Arenarie di Ponte Bratica ricoprono stratigraficamente una successione subligure argilloso-calcarea formando l’Elemento tettonico Bratica dell’Unità Canetolo; quest’ultima comprende anche il sovrastante Elemento Petrignacola. L’Unità Canetolo (Subliguridi) sovrascorre l’Unità Cervarola e viene a sua volta sovrascorsa dalle Liguridi (FIGURA 3).

Le Arenarie di Ponte Bratica della località tipo affiorano deformate in ampia anticlinale (FIGURA 4), si presentano in strati torbiditici medi, intercalati da peliti. Gli strati sono costituiti da un letto arenitico fine, ben evidente nel profilo di erosione, quasi sempre laminato e passante verso l’alto con molta gradualità ad un intervallo di siltite che è seguito a sua volta da emipelagiti grigio scure (FIGURA 5); frequentemente gli strati mostrano controimpronte basali da corrente (FIGURA 6) e tracce da reptazione di organismi limivori.

La porzione inferiore della successione, affiorante sulla sponda sinistra del T. Bratica (FIGURA 7), si caratterizza per una stratificazione più sottile ed una tessitura più fine dei letti arenitici (FIGURA 8).

In questa litofacies a strati sottili è stata evidenziata una deformazione tettonica molto precoce, realizzata prima della completa litificazione dei sedimenti. Questa deformazione è molto spesso riconducibile a scorrimenti paralleli alla stratificazione e risulta particolarmente evidente nelle carote di un sondaggio eseguito dopo la riattivazione del movimento franoso di Corniglio, avvenuta nel 1994 (FIGURA 9). Il sondaggio, realizzato presso le mura del Castello di Corniglio, si spinge alla profondità di 150 m e permette di indagare anche la parte non affiorante di Arenarie di Ponte Bratica che dovrebbe costituire la porzione stratigraficamente inferiore della formazione. Nella successione carotata sono anche state riscontrate intercalazioni di brecce sedimentarie poligeniche, caratterizzate da clasti calcarei ed arenacei in matrice argillosa scura. Gli inclusi arenacei sono litologicamente riconducibili alle Arenarie di Ponte Bratica e risultano inglobati prima della loro litificazione (FIGURA 10).

Dal punto di vista tettonico, questa formazione oligocenica registra in modo evidente diverse fasi deformative. Un primo evento di carattere compressivo è espresso in piegamenti a scala metrica e decametrica, ben esposti lungo l’alveo, circa 300 m a monte di Ponte Bratica (FIGURA 11). Si tratta di pieghe che sviluppano fianchi rovesciati (FIGURE 12,13,14), producendo un raccorciamento considerevole.

A questa fase di piegamento si associano superfici di scorrimento, talora impostate lungo le superfici di piano assiale delle pieghe (FIGURA 15), altre volte posizionate lungo la stratificazione (FIGURA 16).

Le direzioni assiali delle mesopieghe sono orientate sempre NW-SE ed il senso di rovesciamento delle strutture è verso NE.

Nell’alveo del T. Bratica si osservano anche situazioni dove la deformazione plicativa risulta più complessa: le pieghe NE-vergenti coinvolgono una successione che sembrerebbe già deformata in pieghe ad asse SW-NE (FIGURA 17). Anche se le situazioni di questo tipo non sono molto frequenti, potrebbero comunque risultare di grande interesse, registrando una direzione di piegamento ortogonale rispetto a quella appenninica.

La deformazione più recente che sistematicamente si ritrova registrata nelle Arenarie di Ponte Bratica è di tipo estensionale e si traduce in sistemi di mesofaglie normali che mostrano generalmente rigetti limitati e si sovraimpongono alle superfici di scorrimento (FIGURA 18).

Le Arenarie di Ponte Bratica della località tipo e quelle che affiorano in alveo verso sud (FIGURA 19) ricoprono in probabile contatto sedimentario l’unità caotica del Mélange di Lago (MEL) che a sua volta sovrascorre le sottili torbiditi arenacee di età coniaciano-santoniana (OST), anch’esse appartenenti alle Subliguridi.

La porzione di Arenarie di Ponte Bratica che in FIGURA 19 risulta più meridionale costituisce un elemento tettonico parzialmente ricoperto da un lembo sovrascorso dell’Unità Groppo Sovrano (AGS), che si accavalla con vergenza nord-est, alla successione della località tipo.

Dal punto di vista litostratigrafico in questa successione più interna si riconosce un’intercalazione di brecce sedimentarie (BRS), interposta stratigraficamente a due particolari litofacies, molto diverse dalle Arenarie di Ponte Bratica della località tipo.

Sopra il caotico si riconoscono arenarie torbiditiche quarzose fini (Lq), di colore grigio chiaro, in potenti bancate caratterizzate da un ben sviluppato intervallo laminato, ricchissimo in frustoli carboniosi.

Sotto il caotico invece la successione torbiditica si presenta in potenti bancate di arenarie andesitiche grossolane (La), grigio-verdastre (FIGURA 20). Quest’ultima litofacies mostra molte somiglianze con le Arenarie di Petrignacola e risulta talora conglomeratica, consentendo di riconoscere tra i clasti: micascisti, cloritoscisti, gneiss, quarziti, graniti, andesiti, calcari, arenarie fini e marne.

 

 

Motivo della scelta

 

La successione torbiditica oligocenica delle Arenarie di ponte Bratica, descritta nella sua località di riferimento, rappresenta uno degli elementi stratigrafici più importanti delle Subliguridi, tettonicamente interposte tra le Liguridi e la Successione Tosco-Umbra.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR Tavola 217SO “Corniglio”, scala 1:25.000