SITO n. 32  “LE RIPE DI SAN BIAGIO”

(A. Artoni)

 

 

Accessibilità

 

Il sito è visibile in panoramica da due punti (FIGURA 1): 1) percorrendo la strada provinciale delle Terme da Salsomaggiore Terme a S. Andrea Bagni dopo circa 50 m dalla curva a sinistra situata all’uscita dell’abitato di Case Mezzadri (FIGURA 2); 2) dal rilievo a quota 287,5 m a nord di Gabelli raggiungibile sul lato sinistro della strada che parte da Gabelli e porta a Case Valesi (FIGURA 3)

 

 

Descrizione del sito

 

Le Ripe di San Biagio sono un anfiteatro naturale, ampio circa 100 m e alto 50 m al di sotto del M.te San Biagio, a quota 408 m s.l.m.. Nelle ripe affiorano le Arenarie di Varano Marchesi che prendono il nome dal paese situato alla base della ripa e sviluppatosi attorno al torrente Recchio.

Le Arenarie di Varano dei Marchesi rappresentano la porzione inferiore della formazione geologica denominata Arenarie del Rio Gisolo (FIGURA 4) (Carta Geologica d’Italia, 2001) e sono costituite da arenarie a granulometria variabile tra fine e grossolana; verso l’alto della ripa, appaiono anche livelli conglomeratici (Carta Geologica d’Italia, 2001). Queste litologie si ritrovano all’interno di strati che, delimitati da superfici di stratificazione (Bosellini et alii, 1989) inclinate verso SW (FIGURA 3), si possono osservare entrando nel torrente Recchio attraverso il sentiero sul lato sinistro del campo da tennis di Varano dei Marchesi (Guidetti, 2007). Gli strati mostrano una porzione massiva (FIGURA 5) spessa da qualche decina di centimetri a pochi metri, mentre nella porzione superiore degli strati si osservano delle lamine e delle increspature (ripples) (FIGURA 6) (Bosellini et alii, 1989). Queste ultime sono forme di fondo che si sono formate in un ambiente marino profondo anche diverse centinaia di metri poiché i fossili associati a queste arenarie sono fossili marini (foraminiferi e lamellibranchi). Questi ultimi permettono di datare la deposizione delle Arenarie di Varano dei Marchesi al Serravalliano (intorno a 12 M.a.) (Bosellini et alii, 1989). Le stratificazioni e le strutture sedimentarie interne evidenziano la deposizione legata a correnti di densità o torbida. I grani e i clasti presenti all’interno delle Arenarie di Varano dei Marchesi mostrano litologie molto simili a quelle che affiorano tuttora nelle Alpi (Guidetti, 2007). Pertanto, durante la deposizione delle arenarie delle ripe di San Biagio, le zone alpine erano soggette ad erosione i cui prodotti (sabbie e ghiaie) venivano trasportati da fiumi verso i delta che si affacciavano al mare che allora ricopriva anche questa porzione della penisola italiana.

 

Le Ripe di San Biagio nella loro forma attuale si sono generate in tempi molto recenti. A partire da 12 M.a., in conseguenza delle spinte compressive che hanno formato gli Appennini, le Arenarie di Varano dei Marchesi sono state portate dalla loro zona di deposizione, a centinaia di metri sotto il livello del mare, alla loro attuale quota di affioramento di 408 m sopra il livello del mare; un sollevamento complessivo di almeno 500 m, non potendo conoscere la loro precisa profondità di deposizione. Il loro sollevamento è marcato da importanti fasi di emersione in ambiente subarereo. Una prima fase di emersione avviene nel Messiniano superiore (circa 5,5 M.a.), quando depositi fluvio-deltizii ricoprono una superficie erosiva (vedi sito Tabiano). L’emersione finale e più importante è comunque databile al Pleistocene medio (intorno a 0.78 M.a.) quando la maggior parte del margine appenninico della provincia di Parma è emerso e depositi fluviali occupano le zone a nord delle ripe (Bosellini et alii, 1989). A partire da questa età, le Ripe di San Biagio sono soggette ad intensa erosione. I prodotti dell’erosione, sabbie e blocchi, sono trasportati dal torrente Recchio il quale, a sua volta, favorisce l'ulteriore erosione ai piedi delle Ripe di San Biagio che possono così sviluppare pareti con acclività elevate.

 

 

Motivo della scelta

 

Le pareti delle Ripe di San Biagio preservano la testimonianza di depositi torbiditici sedimentati in ambiente marino e originati da correnti di densità che trasportavano sabbie e ghiaie provenienti dalle zone alpine in erosione durante il Serravalliano (intorno a 12 M.a.).

Inoltre le ripe sono l’esempio del risultato dei processi erosivi che sono legati al sollevamento del margine appenninico (almeno 500 m dal Serravalliano) e che, presumibilmente a partire dal Pleistocene medio (da 0.78 milioni di anni fa), hanno iniziato ad agire intensamente in ambiente subaereo, dove continuano tuttora.

 


Riferimenti cartografici

 

CTR Elemento 199013 Varano Marchesi, scala 1: 5.000;

CTR Elemento 199054 Pigazzano, scala 1: 5.000;

        Tavola 199 NW Medesano scala 1: 25.000.