Sito n. 24 “Le radiolariti dell’Unità Cassio a Casaselvatica”

(P.Vescovi)

 

 

Accessibilità

 

Il sito si raggiunge risalendo la Val Baganza con la strada provinciale n° 15; circa 1,5 km dopo Chiastre, poco prima dell’abitato di Costa Alta, si lascia la strada e si segue un sentiero sulla sinistra per circa 200 m, a quota 645 m si raggiungono i primi affioramenti di radiolariti giurassiche (FIGURA 1).

 

 

Descrizione del sito

 

Il sito ha come oggetto principale un affioramento di radiolariti di età giurassica che possono rappresentare le rocce sedimentarie più antiche affioranti nel territorio della provincia di Parma. Questi affioramenti infatti occupano una posizione stratigrafica analoga ai Diaspri di età kimmeridgiana inferiore (circa 155 Ma), datati nell’Appennino piacentino da Vercesi e Cobianchi (1998).

Le radiolariti esposte in questo sito sono di colore verdastro e grigio, talora con focature rosso-vinato, risultano organizzate in strati sottili con struttura laminata e sono sempre coinvolte in un’intensa deformazione tettonica plicativa (FIGURA 2). Sull’affioramento è anche molto evidente una diffusa fratturazione che pervade gli strati e li porta spesso ad assumere l’aspetto di una breccia (FIGURA 3). Questa breccia non interessa in modo uniforme l’unità, ma si localizza in particolari livelli, dove viene evidenziata da variazioni di colore (FIGURA 4). Queste ultime potrebbero suggerire che la deformazione tettonica è precoce ed ha accompagnato il processo diagenetico, in accordo con quanto viene riportato dalla letteratura per unità litologicamente molto simili a questa (Brueckner et alii, 1987).

Le radiolariti giurassiche qui descritte, insieme a livelli di Scisti ad Aptici e di Maiolica, fanno parte della successione di base del Flysch di M. Cassio (Cerrina Feroni e Vescovi, 2002). Questi spezzoni di successione giurassico-cretacica risultano inseriti tettonicamente nelle Argille a palombini del T. Grontone (FIGURA 5) e sono ricoperti in discordanza stratigrafica da arenarie torbiditiche cenomaniane (FIGURA 6). La relazione stratigrafica esistente tra le Arenarie di Case Baruzzo cenomaniane, le Argille a palombini e le Radiolariti giurassiche è confermata dalla presenza ricorrente alla base degli strati torbiditici cenomaniani di letti ruditici ad intraclasti spigolosi di radiolariti (FIGURA 7). Questa discordanza stratigrafica di età cenomaniana assume grande rilievo nella ricostruzione paleotettonica del bacino ligure esterno perchè testimonia come già all’inizio del Cretacico superiore una fase tettonica contrazionale può aver coinvolto il bacino, iniziando il suo processo di chiusura.

Circa 700 m a SE dall’affioramento prima descritto, a quota 950 m circa, è ancora visibile la scarpata rocciosa di La Riva (FIGURA 8) dove è esposta la successione giurassico-cretacica studiata nel dettaglio da Zanzucchi (1961). L’autore descrive qui radiolariti verdognole potenti circa 20 m, sormontate stratigraficamente da calcari tipo Maiolica potenti circa 35 m; tra le due unità si interpone un livello di “scisti rossigni” caratterizzati dalla presenza di esemplari di Aptici (FIGURA 9).

Questo tipo di successione giurassico-cretacica, caratterizzata dalla presenza di “Scisti ad Aptici” è riconosciuta anche nell’Appennino piacentino (Braga, 1957), sempre alla base del Flysch di M. Cassio. Essa assume grandissima importanza nella ricostruzione paleogeografica del bacino liguride, infatti, sembra avere più affinità con una stratigrafia di tipo adriatico che con una sequenza liguride a substrato oceanico.

Tali conclusioni sono supportate dai risultati di recenti lavori di ricerca stratigrafica eseguiti nell’Appennino piacentino, tra la Val Tidone e la Val Trebbia che documentano come alla base del Flysch di M. Cassio esista una successione giurassico-cretacica di tipo toscano (FIGURA 10).

Ulteriori dati a conferma dell’appartenenza alla placca Adriatica della successione del Flysch di M. Cassio sono presentati nella sintesi sulle Liguridi esterne proposta da Marroni et alii (2001). Questo lavoro ricostruisce alla base del Flysch di M. Cassio una successione stratigrafica che nella porzione carbonatica mesozoica si estende verso il basso fino al Triassico (FIGURA 11).

 

 

Motivo della scelta

 

Le radiolariti di questo sito costituiscono un elemento molto importante di cui tener conto nelle ricostruzioni paleogeografiche che riguardano il bacino di sedimentazione del Flysch del M. Cassio. Esse, infatti, appartengono ad una successione stratigrafica mesozoica che suggerisce come questo bacino potrebbe essere collocato sul margine continentale Adriatico e non sul substrato oceanico giurassico liguride.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR Sezione n. 217010 “Ravarano”, scala 1:10.000