sito n.8  “Scorrimenti tettonici nelle epiliguri di M. Barigazzo”

(P. Vescovi)

 

 

Accessibilità

 

A questo sito si accede risalendo il versante sinistro della Val Taro lungo la strada che conduce a Tiedoli; oltrepassata questa località si prosegue in direzione di Pian del Monte e poco dopo l’abitato di Fada, dove la strada forma una curva ad angolo retto, si lascia l’automezzo e si prosegue a piedi lungo il sentiero sulla sinistra; l’affioramento si raggiunge risalendo per circa 100 metri fino a quota 875 m (FIGURA 1).

 

 

Descrizione del sito

 

In questo affioramento sono esposte le arenarie della Formazione di Ranzano che costituiscono la cosiddetta “placca” di M. Barigazzo, un importante elemento epiligure che si estende tra le medie valli del F. Taro e del T. Ceno.

La successione di queste arenarie oligoceniche forma imponenti scarpate che si aprono sul versante sinistro della media Val Taro, favorendo lo sviluppo di coltri detritiche potenti ed estese, frequentemente coinvolte da fenomeni gravitativi. Risalendo questo versante infatti, subito dopo Tiedoli, si attraversa un imponente corpo di frana attiva che mantiene in situazione di dissesto la strada. Raggiunta la località di Lavacchielli il paesaggio si addolcisce: qui si conservano antiche coperture detritiche che sono state preservate dall’erosione e formano estesi ripiani, testimonianza di una paleomorfologia dominata da deboli pendenze.

La successione epiligure di M. Barigazzo, che appoggia in discordanza stratigrafica sulle Liguridi, è formata dalle Marne di M. Piano luteziano-priaboniane, localmente precedute dalle Brecce di Baiso, luteziane, e sormontate dalla Formazione di Ranzano priaboniano-rupeliane, potente circa 700 metri (Martelli et alii, 1998).

Lungo il margine meridionale della “placca” di M. Barigazzo la Formazione di Ranzano risulta coinvolta in thrust e piegamenti NE-vergenti (Costa, 1985a) e si trova in contatto tettonico direttamente sulle Liguridi.

In corrispondenza di questo contatto si osservano mesostrutture estensionali a basso angolo che producono un generale effetto elisionale; tali strutture si sono realizzate in regime distensivo, quando la Formazione non era ancora completamente litificata (Artoni et alii, 2006). Questa zona di taglio distensiva a basso angolo risulta debolmente inclinata a NE e può aver prodotto significativi scivolamenti della successione in questa direzione. In questi fenomeni può trovare origine la struttura deformativa “a duplex” oggetto di questo sito (FIGURA 2) che è stata descritta per la prima volta da Costa (1985b).

La struttura “a duplex” si individua nella successione arenacea della Formazione di Ranzano e rimane compresa tra due superfici di scorrimento principali, parallele alla stratificazione (FIGURA 3). Dalla superficie di scorrimento inferiore (“floor thrust”) si diramano successive superfici secondarie di thrust (FIGURA 4) che vanno a convergere nella superficie di scorrimento superiore (“roof thrust”), venendo a delimitare corpi sigmoidali accavallati l’uno sull’altro (“horses”). Quando viene a disattivarsi una superficie di thrust se ne attiva subito un’altra e si individua un successivo “horse”, di lunghezza circa uguale al precedente, con le nuove superfici di thrust che si formano circa alla stessa distanza l’una dall’altra.

La deformazione di scorrimento è analizzabile su diverse superfici di calcite striata, dove si riconosce una direzione verso NE (FIGURA 5).

Queste deformazioni sono state studiate per la prima volta da Boyer e Elliott (1982) che hanno proposto un meccanismo schematico di evoluzione della struttura “a duplex”. Il raccorciamento totale prodotto da questo tipo di struttura si può ottenere sommando le lunghezze delle diverse rampe di thrust che progressivamente si sono formate (FIGURA 6). Lo spostamento complessivo del blocco superiore rispetto a quello inferiore dipende naturalmente anche da eventuali ulteriori scorrimenti lungo le superfici dei thrust principali.

 

 

Motivo della scelta

 

In questo affioramento è visibile una particolare deformazione tettonica contrazionale che registra alla mesoscala gli effetti di scorrimenti tettonici lungo la direzione della stratificazione.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR  Sezione 216060 “Caffaraccia”, scala 1: 10.000