GEOSITO n.21  LA PARMA MORTA

(S. Perego)

 

 

Accessibilità

 

Il sito denominato “Parma morta” è un tratto d’alveo abbandonato, lungo circa 5 km, ubicato nella pianura posta tra il basso corso del T. Parma e del T. Enza.

Sede di una Riserva naturale (http://www.agraria.org/parchi/emiliaromagna/parmamorta.htm),  esso è facilmente raggiungibile seguendo l’opportuna segnaletica, dalla SP34 che congiunge Mezzano superiore a Mezzano inferiore (FIGURA 1). La visita del sito può iniziare a NE di località Parmetta (FIGURA 2), da dove ha inizio la “Parma morta” e dove sono ubicati i cartelli esplicativi della Riserva naturale (FIGURA 3), per proseguire verso Bocca d’Enza, dove termina la traccia dell’antico alveo. Per l’osservazione del sito esistono percorsi carreggiabili, esclusivamente pedonali (FIGURA 4) e piste ciclabili.

 

 

Descrizione del sito

 

L’area, ubicata a poca distanza dal F. Po nel Comune di Mezzani, è caratterizzata da una serie di toponimi (Ghiaie, Ghiare, Giaro) che ne testimoniano la genesi ad opera dei corsi d’acqua che ancora oggi la delimitano: il F. Po a nord, il T. Parma ad ovest, il T. Enza ad est (FIGURA 2).

L’evoluzione di quest’area risulta ben documentata nelle carte storiche di diversa epoca che sono testimonianza delle variazioni di percorso subite dai corsi d’acqua. Il sito, infatti, risulta interessante perché testimonia l’antica idrografia dell’area, legata alle variazioni di percorso del T. Parma e del F. Po avvenute negli ultimi secoli (FIGURA 5).

Il F. Po scorreva fino al secolo XVI° a sud di Casale (FIGURA 2) in una posizione nettamente più meridionale dell’attuale (Minardi, 1995). All’inizio del 1600 il T. Parma, come ben rappresentato nella cartografia dell’epoca, sfociava in un ramo secondario del Po, ad ovest dell’attuale Mezzano Superiore (FIGURE 6,7), mentre il T. Enza, più ad est, sfociava nel Po in una posizione simile a quella attuale.

Da una mappa del 1683 si desume che il T. Parma, dopo aver abbandonato la foce precedente, aveva formato un nuovo tratto fluviale parallelo al Po, coincidente con l’odierna “Parma morta”, raggiungendo il T. Enza poco prima della sua confluenza (FIGURA 8). Nelle Carte del 1700 la confluenza del T. Parma nel T. Enza appare confermata (FIGURE 9,10), mentre documenti cartografici redatti tra il 1845 e il 1850 consentono di far risalire a quest’epoca l’abbandono, probabilmente per cause naturali, del ramo che confluiva nell’Enza. La cartografia del 1828 infatti, precedente all’evento (FIGURA 11), mostra l’andamento del T. Parma parallelo al Po e la confluenza nel T. Enza, mentre la cartografia del 1874 (FIGURE 12,13) riporta già la nuova confluenza e il tratto abbandonato denominato “Vecchia Parma”.

Attualmente il T. Parma ha la sua foce nel Po, ad est di Mezzano superiore; tutta l’area prossima alla foce è stata, nel corso del XX° secolo e soprattutto a seguito delle due imponenti piene del F. Po del 1951 e del 1994, interessata da interventi di rinforzo e di rialzo del sistema arginale che a più riprese si è dimostrato insufficiente per la salvaguardia dei centri abitati.

 

La “Parma morta” si presenta oggi come una fascia allungata, corrispondente all’antico percorso fluviale del T. Parma, parzialmente occupata da vegetazione e sede di importanti biodiversità (FIGURE 14,15,16). Dal punto di vista geomorfologico si può osservare l’antico alveo delimitato da scarpate (FIGURA 17), occupato attualmente dalle acque di derivazione di un canale che garantisce il mantenimento di un livello costante dell’acqua e conseguentemente delle condizioni di vita di fauna e flora. La ricca vegetazione delle sponde contrasta con le distese ordinate di pioppeti artificiali e di aree coltivate della vasta area golenale (FIGURE 18,19).  L’antico alveo si presenta più largo nel settore occidentale e più ristretto ad oriente, presso l’antica confluenza nel T. Enza, oggi regolata da chiuse (FIGURA 20).

 

 

Motivo della scelta

 

Il sito permette di ricostruire con chiarezza l’evoluzione subita nei secoli dal basso corso del T. Parma e consente al tempo stesso di conoscere da vicino un ambiente fluviale nei suoi vari aspetti comprendenti: la morfologia di un alveo fluviale e dei terrazzi golenali limitrofi, la vegetazione tipica di un ambiente fluviale e della sua zona ripariale, la ricca fauna tipica di ambiente umido.

 

 

Riferimenti cartografici

 

CTR : Sezione 182060 “Mezzani” scala 1:10.000

          Tavola 182 NO “Colorno” scala 1:25.000